Storia
Lo statuto votato all'unanimità dai soci nell'assemblea costitutiva indicava all'art. 2 le finalità della Cassa rurale "...La società ha lo scopo di migliorare le condizioni economiche e per questo mezzo anche le condizioni religioso-morali dei propri soci...." Nell'articolo successivo si precisava che la Cassa mirava a raggiungere il suo scopo "....a) col fornire ai propri soci nei modi determinati dal presente statuto il denaro necessario per l'esercizio dei loro affari, della loro economia agricola e della loro arte od industria b) coll'offrire loro l'opportunità di collocare a frutto il loro denaro c) col favorire la fondazione di consorzi di consumo, di vendita e di produzione accordando all'uopo prestiti ed aprendo crediti..."
La religiosità del socio era un requisito fondamentale ai fini dell'ammissione nella Cassa Rurale. La quota sociale venne inizialmente fissata nella misura di cinque corone.
|
Sede iniziale della Cassa Rurale fu un locale preso in affitto al primo piano di una palazzina in piazza delle Erbe a Mezzolombardo. |
|
|
Non mancarono le iniziative di solidarietà alle associazioni del territorio e la collaborazione con le consorelle vicine in particolare con la Cassa Rurale di San Michele all'Adige.
Nel 1930 i soci erano 185. Il periodo compreso tra il 1915 e il 1945 ovvero il trentennio che vide lo scoppio delle due guerre mondiali, rappresentano anni di forti difficoltà economiche/finanziarie che coinvolsero direttamente anche le attività della Cassa Rurale. Ancora maggiori le difficoltà furono nel periodo della gravissima crisi internazionale degli anni 30 e il periodo sotto il fascismo. Nel 1937 si sfiorò la liquidazione della società, ma grazie al sostegno di alcuni soci e delle autorità del paese, il pericolo di liquidazione fu scampato.
Nel 1950 l'assemblea convocata in seduta straordinaria approvò il nuovo statuto sociale. Alla fine degli anni '60 i soci erano 133, i depositi pari a 271.563.856 lire mentre i prestiti erano 122.546.264.
|
Nel 1965 i soci all'unanimità accolsero la proposta del Consiglio di Amministrazione di acquistare l'immobile sito in Corso del Popolo 22, da adibire a nuova sede della Cassa Rurale, che è anche l'attuale. Si trattava dell'ex caserma dei carabinieri. |
|
|
Gli anni 80 furono caratterizzati da un forte sviluppo delle attività della Cassa Rurale. Si rese necessaria la ristrutturazione dei locali della Sede di Mezzolombardo e i soci passarono a fine 1985 a 382, i depositi a 29.703.975.055 lire mentre i prestiti si attestarono a 10.133.037.724 lire.
Un grande avvenimento fu la fusione con la consorella di San Michele all'Adige. In due assemblee tenute a S. Michele il 1^ maggio 1993 e a Mezzolombardo il successivo 8 maggio, i soci delle due istituzioni decisero di dar vita ad un'unica cooperativa di credito, denominata "Cassa Rurale di Mezzolombardo e San Michele all'Adige". La fusione ebbe effetto a partire dall'1 gennaio 1994.
Gli ulteriori avvenimenti sono storia recente. L'apertura di un nuovo sportello nella frazione di Grumo di San Michele all'Adige (1995), la ristrutturazione dei locali della Sede di Mezzolombardo (1994-1996) e delle Filiali di San Michele all'Adige (1997) e di Faedo (1998) , il trasferimento della filiale di Spormaggiore (1998) in una nuovissima struttura, l'apertura di una nuova Filiale in loc. Rupe a Mezzolombardo (2002).
|
Il 25-26 maggio 2002 con una imponente festa di paese si è festeggiato il centenario di fondazione della Cassa Rurale di Mezzolombardo e San Michele all'Adige; in quell'occasione si è avuta la testimonianza che nonostante siano trascorsi oltre cento anni dalla sua costituzione la Cassa Rurale è ancora oggi una banca locale, una banca al servizio delle comunità e dei propri soci. |
|



